F.A.Q.
- Quali sono i prodotti principali di KME Group e in quali settori d’applicazione?
- Quali sono i principali fornitori di rame come materia prima di KME Group?
- Come gestisce KME l’aumento del prezzo del rame nelle sue transazioni commerciali?
- KME adotta una politica di copertura rischi (hedging) sul prezzo del metallo?
- Le oscillazioni del tasso di cambio impattano i risultati finanziari di KME?
- A che punto è il procedimento di accertamento e imposizione di sanzioni da parte della Commissione UE, e che impatto ha avuto sui rendimenti finanziari consolidati di KME Group?
- Quali sono i principali prodotti di KME, e dove vengono impiegati?
Quando si parla di rame si pensa generalmente all'attività mineraria o a quella di raffinazione; KME opera invece più a valle, nell'anello successivo della catena del valore del rame: nella trasformazione del metallo in semilavorati.
I produttori di semilavorati, come KME, comprano e usano rame e altri metalli (come zinco, nickel, stagno, ..) come materia prima e li trasformano, previa lavorazione, in semilavorati, cioè prodotti in rame e leghe di rame (quali laminati, tubi, barre, e altri prodotti speciali) che vengono poi venduti a altre industrie trasformatrici che a loro volta li utilizzano come materia prima per i loro prodotti. Siamo quindi una tipica azienda produttrice di beni intemedi, operante nella metallurgia non ferrosa.
KME Group è il principale fornitore mondiale di semilavorati in rame e leghe di rame (fili rame esclusi). Il nostro gruppo vanta un portafoglio prodotti tra i più estesi al mondo, con possibilità di fornire semilavorati nei formati più vari: laminati, tubi, barre e profili, lingottiere, fasci tuberi, prodotti speciali. Dall’edilizia ai vari comparti industriali, il campo di applicazione dei nostri semilavorati è così esteso che si può affermare che forniamo prodotti a quasi tutti i settori produttivi, ad esclusione dell’industria alimentare, tessile e chimica.
KME fornisce infatti semilavorati all’'industria delle costruzioni, all'industria elettrica e elettronica, a quella meccanica in tutte le sue componenti, a quella dei trasporti e a quella dei beni di consumo. Non siamo abituati a pensarci, ma componenti di rame o di leghe di rame si trovano ovunque, inglobati negli oggetti di uso quotidiano, da quelli più tradizionali a quelli high tech: dai rubinetti agli alzacristalli elettrici delle auto, dalle grondaie ai telefoni cellulari, dai grandi impianti di dissalazione ai tubi che portano acqua e gas dai contatori ai nostri rubinetti delle nostre case, dai PC ai bottoni dalle semplici viti ai microprocessori.
Per una visione esaustiva dei prodotti di KME e le industrie servite, potete visitare la sezione Prodotti e mercati di questo sito.
back to top - Quali sono i principali fornitori di materie prime del gruppo KME?
L’approvvigionamento di materia prima vergine di KME Group avviene attraverso i principali fornitori mondiali di rame raffinato, zinco raffinato e altri metalli non ferrosi.
Il Gruppo KME è anche particolarmente orientato al riciclo e può quindi sfruttare appieno il vantaggio competitivo che gli deriva dalla localizzazione dei suoi impianti produttivi e delle sue fonderie, situati proprio nel cuore dell’Europa, in paesi a alta generazione di rottame di rame e leghe di rame. La capillare capacità di raccolta di materiale da riciclare consente a KME Group di mettere pienamente a frutto la sua prossimità a tale “miniera” di materia prima.
Visita la sezione del nostro sito dove sono illustrati i vantaggi dell’utilizzo del rottame per l’ambiente e per l’economia mondiale delle risorse
back to top - Come gestisce KME l’aumento del prezzo del rame nelle sue transazioni commerciali?
Per un produttore di semilavorati come KME, il prezzo fatturato al cliente si compone, in genere, di due elementi ben differenziati: 1) il prezzo del metallo così come quotato al LME (London Metal Exchange) e 2) il cosiddetto “valore della trasformazione” (o “prezzo di lavorazione”) del metallo in semilavorati. E’ questa seconda componente che viene di fatto negoziata con i nostri clienti. Il valore del metallo entra invece nel prezzo finale dei nostri prodotti ad un valore basato sulla quotazione del LME corrente al momento in cui il cliente decide di “fissare” il valore del metallo. Tale accordo è parte integrante del contratto di vendita e ci impegna a fornire i nostri prodotti al prezzo di lavorazione concordato con il cliente e al prezzo di riferimento del rame LME valido al momento del contratto. KME compra il rame necessario a coprire la vendita a tale prezzo di riferimento.
Sebbene il meccanismo di formazione del prezzo finale al cliente possa variare leggermente da prodotto a prodotto, il prezzo base del metallo sia per la vendita al cliente che per il nostro acquisto è sempre la quotazione del LME.
back to top - KME adotta una politica di copertura rischi (hedging) sul prezzo del metallo?
Il rischio finanziario più importante e strategico per un gruppo come KME, che trasforma in semilavorati una materia prima così volatile quale il rame, deriva proprio dalla variazione dei prezzi del metallo che, come è noto, è quotato al LME.
KME Group gestisce tale rischio in piena sicurezza. Infatti, come deriva anche dalla risposta precedente, la determinazione del prezzo di riferimento del metallo di tutte le nostre vendite di semilavorati e di tutti i nostri acquisti di materia prima, è gestito in relazione alla stessa quotazione LME, in modo da evitare di assumere posizione speculative.
Tutte le quantità “fissate” per la vendita che per ragioni gestionali non possono essere convenientemente coperte con corrispondenti acquisti fisici di metallo a quel prezzo di riferimento, vengono coperti da rischio da KME attraverso acquisti di future presso il London Metal Exchange.
Il nostro gruppo svolge quindi una tipica attività di hedging che non solo ci consente di gestire in maniera totalmente sicura e non speculativa sia i nostri acquisti di materia prima sia la vendita del metallo contenuto nei nostri prodotti, ma ci consente anche di ottimizzare i flussi fisici di acquisto, produzione e vendita.
back to top - Le oscillazioni del tasso di cambio impattano i risultati finanziari di KME?
Come qualsiasi società che opera sui mercati internazionali, anche il nostro Gruppo è esposto alla fluttuazione dei tassi di cambio. Anche in questo caso, però, come nel caso precedentemente visto dei metalli, KME attua politiche di copertura che le consentono di mettere i propri risultati finanziari completamente al riparo da tali rischi
In particolare, KME usa strumenti finanziari derivati quali contratti a termine sui cambi.
back to top - A che punto è il procedimento di accertamento e imposizione di sanzioni da parte della Commissione UE e che impatto ha avuto sui conti economici consolidati di KME Group?
Per quello che riguarda le sanzioni inflitte dalla Commissione UE ad alcune società consociate di KME (per un importo totale di 107 milioni di euro) per presunte infrazione all’art. 81 del trattato dell’Unione Europea, è stato presentato un appello al Tribunale di primo grado delle Comunità Europee (TPGCE), per richiedere al tribunale di annullare la decisione della Commissione relativamente al calcolo delle sanzioni da parte della Commissione e di ridurre le sanzioni di conseguenza. L’appello è basato su vari argomenti di difesa che sostengono l’oggettiva sproporzione delle sanzioni rispetto alle presunte infrazioni e alla dimensione del nostro Gruppo.
In questa fase, considerando anche la complessità e la lunghezza del procedimento giudiziario, è difficile prevederne l’esito e le conseguenze economiche per KME. In ogni caso, il giudizio del TPGCE può essere appellato alla corte di giustizia dell’Unione Europea.
Per quello che riguarda l’impatto finanziario delle sanzioni, la Società ha accantonato l’intero importo delle sanzioni, che potrebbe generare flusso di cassa soltanto alla fine del procedimento giudiziario davanti alle corti dell’Unione Europea e soltanto nel caso in cui il giudizio finale confermasse l’importo delle sanzioni. Fino a tale data (che non è al momento prevedibile) il pagamento delle sanzioni è garantito alla Commissione da un deposito a garanzia di 17 milioni di Euro e da una fideiussione bancaria per 90 milioni di Euro. Tuttavia questi ritardi generano spese finanziarie che vengono regolarmente accantonate.
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